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Berluscounter!

politica interna
Il PD e la terza fase
2 aprile 2010

Il Partito democratico è in piedi, scrive Pierlugi Bersani, osservando che bisogna evitare che l'elettorato del centrosinistra si disaffezioni.

Le parole sono importanti, come direbbe Nanni Moretti. Ve lo ricordate? Additò i problemi della sinistra, vi furono i girotondini (ante Grillum) ottenne un dialogo fittizio e tutto continuò ad andare sempre più a rotoli. Già da allora il problema era il vertice del partito, un problema mai affrontato in modo serio che ci ha portati dove siamo ora.
Ma di cosa parliamo? Stiamo in piedi? Più che altro stiamo proni (la terza fase di Luttazzi).
Dicevo... le parole son importanti: gli elettori del centrosinistra non sono "disaffezionati", ma sono "infuriati come delle bestie", capire questo distinguo lessicale è fondamentale per la conservazione del partito. Il secondo passo è capire perché sono infuriati come delle bestie. Perché:
1) Da troppo tempo i vertici si sono staccati dalla realtà della base, perfino un forum di confronto come questo è finto, viene fatto solo per fare contenta la gente, per farla sfogare, perché la Lega sentendo la gente ha preso voti. Perfino Berlusconi l'ha capito e si è lanciato nell'ennesima sfida mediatica su Facebook. Ma è tutto bluff, dall'una e dall'altra parte. A nessuno interessa sapere cosa pensa la base, interessano solo i voti, il potere. E questo modo falso di pensare è la tomba della sinistra, le occasioni non sono mancate, tutte perse. Oggi l'operaio vota la Lega o Fini, l'unico che fa ancora discorsi di sinistra, e che se Berlusconi cadrà in disgrazia, prenderà voti da tutti i fronti.
2) Con la caduta del comunismo c'è stato il falò degli idealismi e con essi sono stati bruciati anche gli ideali. Gli ideali della sinistra sono stati bruciati dal vertice del PD (DS o come vi pare), che hanno riempito con il nulla il vuoto dei valori socialisti rinnegati. Il primo ad abiurare è stato l'uomo forte della destra italiana: Massimo D'Alema, che diede, non dimentichiamolo, il primo colpo di piccone allo Stato sociale, stendendo un tappeto rosso a Silvio Berlusconi. Se vi serve un ripassino di storia ditemelo.
3) Per fare politica in Italia bisogna essere ricattabili. Per qualche favore ricevuto, per gratitudine, per qualche peccatuccio, per qualche valigetta piena di soldi, per una firmetta messa da giovane su un foglio non ben chiaro. Il PD è perfettamente integrato in questo meccanismo molto italiano, tanto da doversi esprimere sempre in modo molto moderato, quando non arriva addirittura ad appoggiare con il voto, o con l'assenza, leggi vergognose. Ma ve lo ricordate D'Alema quando disse che non era andato a votare perdendo l'occasione di far cadere il governo Berlusconi, perché non gli avevano spiegato che era importante? Ma vi prego. Mettetelo su una barca con due escort e con un foglio di esilio a vita, fatelo per il nostro bene.
Mi fermo a 3, potrei arrivare fino a 30, ma non voglio essere dispersivo, bastano questi tre punti per chiarire le idee a chiunque circa l'attuale atteggiamento posturale del PD e sul perché gli elettori del centrosinistra sono "infuriati come bestie" e non "disaffezionati".

Tutti si accaniscono contro Berlusconi, dando a lui, che pure le merita, tutte le colpe. E lui, beatamente, galleggia, com'è proprio per la sua natura. Ma guardiamoci meglio attorno e chiediamoci: se il ladro esce di prigione e ruba, la colpa è del ladro, o della guardia che ha lasciato la porta della cella aperta, che ha consegnato le chiavi del carcere stesso al ladro ed è andata a curare i fatti propri? Chi dei due è più colpevole, il ladro che fa diligentemente il proprio lavoro o la guardia che ha le mani logorate a forza di menarselo? E ancora, se la guardia non fa il proprio lavoro, non è che la sua indolenza è in realtà un modo per nascondersi dietro il ladro, del quale in molti casi condivide ideali ed interessi? Il dubbio è, concedetemelo, quantomeno legittimo: o la disonestà o la demenza, una delle due.

politica interna
Attentato a Berlusconi
15 dicembre 2009

Uno squilibrato ha lanciato un gadget da turista in polvere di marmo sul viso di Berlusconi.

Come ho letto la notizia mi sono cadute le braccia, soltanto un matto avrebbe potuto fare una cosa simile, una persona completamente avulsa dalle dinamiche mediatiche che governano la politica mondiale, quella italiana in particolare.

1) La violenza non è mai la soluzione giusta ad un problema, al di là delle idee politiche e delle pur giustificate antipatie, il confronto deve sempre restare nei termini di un comportamento civile e democratico, e questo deve valere per entrambe gli schieramenti. Si può disprezzare il comportamento di una persona, ritenuto illegittimo, ma la sua dignità umana deve sempre essere rispettata.

2) Quel folle ha fatto a Berlusconi il più grande regalo che essere vivente potesse fargli, rendendolo martire lo ha definitivamente divinizzato. Se prima era l'unto del Signore, quando ora parlerà sarà direttamente il Signore sceso in terra. Ma non basta, se prima i lacciuoli di una dittatura soffice erano quasi impercettibili, ora ogni misura repressiva troverà la propria giustificazione.

3) Le notizie si sono susseguite con grande rapidità, lo scandalo di Berlusconi con le escort e la coca, quello di Marrazzo con i trans e la coca, quello di tutto il Parlamento e la coca, ed ora la notizia di questo attentato. Se vi fermate a pensare a poche settimane fa, vi sembra che siano passati degli anni, che i fatti di allora siano questioni remote, lontanissime. Questa superfetazione della memoria è un fenomeno comune, da noi più che altrove.

4) La notizia è un cavallo, ognuno la cavalca in modo più o meno spregiudicato, c'è chi parla del gesto di un folle, chi di un atto di terrorismo. Io ritengo che il rischio sia dato da un eccesso di visibilità, un po' come successe a Giovanni Paolo II per altre ragioni. Un personaggio politico in continua sovraesposizione, che accentra il potere su di se e quindi anche i termini di possibili contestazioni, è indubbiamente un soggetto a rischio.

5) La democrazia a rischio. No, non credo che i carrarmati marceranno su Roma, non a breve almeno, ma certo l'occasione è ghiotta per chi della democrazia ha un'idea tutta sua. E non mi riferisco a Berlusconi, ma al contorno di sostenitori che si è creato, pronti a legittimare un eventuale restringimento della libertà, su internet come nella vita reale. Resta il fatto che le istigazioni alla violenza non devono essere tollerate, compresi tanti siti neonazisti, xenofobi o leghisti.

Rivolgo al Presidente del Consiglio dei Ministri Berlusconi, gli auguri per una pronta guarigione, per poter tornare ad un civile confronto politico e sociale sui tanti temi che ci riguardano. Senza di lui l'Italia non sarebbe più la stessa, come disse un famoso comico, senza di lui non ci sarebbe più la satira ed i comici non avrebbero più lavoro. Lo voglio intero, sano e lucido, per quanto possibile, perché se dev'essere battuto, dev'essere battuto con lealtà, sul terreno della democrazia e nel rispetto della Costituazione, per la quale non mi stancherò mai di lottare. Lo voglio sconfitto, non vittima.

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politica interna
L'INVASIONE DEGLI ULTRACORPI
15 ottobre 2009

Stiamo vivendo in un vecchio film di fantascienza, ve lo ricordate? "L'invasione degli ultracorpi". I più giovani non l'hanno mai sentito, specie se non sono proprio appassionati di cinema, ma a suo tempo fu un vero successo e rimase per anni un classico del suo genere.

Immaginate! Degli extraterrestri cattivi stanno conquistando il mondo impossessandosi della gente. Le pesone che avete attorno sembravano essere quelle di prima, ma si comportano in modo strano, vi rispondono in modo strano. Vi accorgete progressivamente che le cose non vanno come dovrebbero, mentre per i posseduti che vi girano attorno, tutto è normale e non sta accadendo nulla. Dapprima le risposte strane, "normalizzatrici", arrivano da gente che non conoscete, poi dagli amici, dai parenti. Non avete nessuno a cui rivolgervi, non vi resta che arrendervi, che consegnare la vostra volontà agli extraterrestri, perché normalizzino anche voi.

Un film angoscioso, specie se rivisto oggi, oggi che, dopo vent'anni di biscione, di gente normalizzata attorno ne avete davvero tanta. Persone per le quali tutto va bene, persone che credono nel mondo irreale dei TG, che pensano che informazione è commentare le notizie unificate scelte dalle agenzie di stampa tra le tante cose che accadono davvero.

E a chi volete chiedere aiuto? Non vedete che, mentre aprite la bocca per gridare, non riuscite ad emettere alcun suono? Le persone che si sono offerte di aiutarvi, si, anche loro, sono state normalizzate dagli extraterrestri. Li avevate votati, pensando che fossero diversi, che potessero lottare assieme a voi per liberare il mondo dagli invasori, invece loro stessi sono gli invasori, siete circondati e soprattutto sanno chi siete, conoscono i vostri pensieri, sanno che non siete ancora come loro. Quanto durerete?

Lo vediamo ogni giorno. Il centrosinistra assenteista alla Camera quando c'è da votare per bloccare una legge come lo scudo fiscale, non è un caso. Non è stato un caso il Veltrusconi, che ha portato Berlusconi a non avere un'opposizione, se non quella interna alla sua alleanza, e che ha portato Veltroni al suicidio politico. Ogni parola non detta, ogni cosa non fatta, nulla è un caso. Le valigette piene di soldi hanno interessato sia il centrodestra che il centrosinistra e sono tutti, chi per un motivo, chi per un altro, tutti ricattabili. Tanentopoli? E' stato il sacrificio dei gigli, in confronto alla nuova classe di ladri, che per di più sono tanto inetti da non riuscire a fare neppure quel poco che serve per far restare a galla ciò che resta del nostro Stato. Da una lato vogliono loro stessi affondarlo (sono anche loro extraterrestri, ricordate?), ma in questa lenta agonia non si risparmiano nel depredare tutto ciò che possono.

E la gente, ah, la gente. Un signore distinto ed attempato, facendo la fila al forno, si è sperticato in lodi in difesa di Benilvio Berlusconi. Tutti ad attaccarlo e invece è un benefattore, diceva, se io avessi i suoi soldi, altro che occuparmi degli altri, me ne andrei su un'isola, non con dieci, ma con venti escort. E invece lui si sacrifica per noi. Mentre lo ascoltavo strabuzzavo gli occhi. Non era un comico, non stava facendo ironia, credeva profondamente in quello che stava dicendo, era un sosia ideologico di Fede, di Vespa. Era in adorazione del suo salvatore, tutto il resto non esisteva neppure. Che dire a una persona così? E' perso, non è recuperabile in alcun modo, come non lo sono state le vecchie generazioni che, allevate nel ventennio fascista, non riuscivano a capire l'ostilità verso il Duce. Malgrado la guerra, la fame e tutte le tangibili prove di un disastro storico. Anche l'evidenza, in taluni casi, non è sufficiente a ricollegare certe menti con il mondo reale.

E qual'è poi questo mondo reale? Quello della televisione? Per molti la tv è l'unico contatto con il mondo esterno, il resto è lavoro, vita da pensionato, situazioni di solitudine, anche di solitudine collettiva, nella quale il concetto di realtà ha un sapore totalmente astratto. E chi sa, chi sa cosa succede realmente, colpevolmente tace, complice di un falso ideologico trasversale.

La sinistra si è persa, i politici di sinistra dicono che il comunismo è morto, l'utopia socialista è stata un fallimento, e con essa mandano in malora anche tutto ciò di buono per cui tanti hanno lottato: lo Stato sociale, il diritto dei lavoratori, la cultura della condivisione, il diritto allo studio, quello alla salute, quello all'informazione, quello al pensiero e alla parola. Mentre Benilvio continua il lavoro iniziato a suo tempo dal camerata Massimo D'Alema (colui che iniziò l'abbattimento dello Stato sociale con i contratti cococo, con la necessità di essere competitivi con la Cina!!!), il centrosinistra sostanzialmente condivide ogni abuso, lamentandosi blandamente ed opponendo una smidollata resistenza a questa lenta, ma neanche tanto, atomizzazione della Repubblica Italiana.

Sono complici anche loro, anche loro ricattabili e ricattati (non trovo altre ragioni plausibili), anche loro impossessati dagli extraterrestri invasori. E voi che leggete, siete ancora voi stessi? E in che percentuale? Potete ancora essere salvi? Guardatevi attorno, siete rimasti pochi, c'è perfino chi dice che Fini è rimasto l'unico di sinistra. Fini? Starà anche dicendo cose di sinistra, ma la sua è una strategia per prendere consensi tra i reduci sbandati della sinistra. Si può anche cambiare nella vita, ma un balzo del genere non lo fece neppure San Paolo. Io lo ricordo Fini, ai comizi di Almirante, tra gli inni al Duce. Ora veste l'abito da monaco, ma è uno dei tanti. Guardate i suoi alleati, i suoi amici, si sta solo esercitando in una grande prova di moderazione, per candidarsi quale successore di Benilvio. Deve mostrarsi innocuo, se vuole aver presa sulle folle. Ma da qui, a dire che è un converso... Le primarie del PD? Stavo quasi per crederci, poi ho visto le assenze alla Camera, troppo impegnati a farsi vedere in giro. Sai che nuova c'è? Lasciamoli soli. Ma si, è quello che meritano. Loro ci hanno di fatto lasciati soli, chiacchiere a parte, lasciamo ora che le primarie se le facciano da soli, che si contino e che piangano, contandosi. Che continuino a sputare controvento, tanto è l'unica cosa che gli riesce bene.

Ogni colore si impasta sulla tela, nessun alleato è sicuro, nessun nemico limpido, restate integri e vincerete il male. Quando tutto questo finirà, la gente tornerà a ragionare, quasi tutti diranno che loro non hanno mai votato Benilvio, voi vi consolerete pensando che gli ultracorpi sono stati battuti.

Ma per arrivare a questo, serve una resistenza convinta, organizzata, in difesa della Costituzione. Compro dal primo numero "Il fatto quotidiano", ammiro la forza, l'entusiasmo di questi dieci ragazzi della redazione. Spirito libero, l'integrità delle loro idee democratiche stanno ricevendo grandi consensi, coloro che sembravano persi stanno uscendo allo scoperto e comprano questo giornale, trovandosi nelle sue parole, nei suoi intenti, nella forza di chi non ha proprio nessuna intenzione di farsi normalizzare dal regime di turno di questo fottutissimo Paese sudamericano che è l'Italia.

Ben ritrovati, contrinuate così

eye

politica interna
Non oggi
16 gennaio 2009
I miei passi sollevano un po' di polvere tra queste stanze, cerco alcuni dei vecchi amici blog, qualcuno c'è, qualcun altro ha chiuso i battenti, rinunciando, non so per quale ragione, alla storicizzazione degli eventi. Mi mancano.
Io che fine ho fatto? Sono invecchiato un po', correndo incontro non so neanch'io a cosa, senza fermarmi mai sulle cose che davvero contano. Gli anni passano e nella mia mente gli amici appaiono molto più giovani di quello che sono.

Parlare di politica ora? Non ne ho la forza.
Ho visto tante foto di gente dilaniata dalle bombe, di bambini morti o feriti, di case distrutte, di gente sotto le macerie, di gente chiusa dietro a un muro, costretta a stare chiusa nelle case, le case da bombardare.
Ho visto uomini politici di destra minare lo Stato dal di dentro, diffamandolo, umiliandolo, disprezzandolo, svendendolo, spacciandolo: uomini di Stato, indegni di essere.
Ho visto uomini politici di sinistra abbandonare idee ed ideologie, uomini che si riconoscono in un programma liberista, lo stesso programma di destra che tiene l'Italia in ostaggio. Si sono venduti tutto, hanno tradito se stessi, dopo aver tradito gli altri.
Qualunquista? Magari! Io invece contrinuo ad avere i miei credo, solo che non c'è più nessuno a rappresentarmi, non è rimasto più nulla, solo un lento, inesorabile declino, di una nazione votata al suicidio.

Non ci sto, scusate, non vi seguo, se non ho la forza per combattervi, almeno permettetemi di dissociarmi fermamente da voi, voi politici dell'equilibrio, delle città in mano ai palazzinari e ai puppisti, dai quali vi fate pagare le campagne elettorali, di destra e di sinistra.
Uomini indegni, che dite a chi lavora ciò che deve fare, quando non avete idea di ciò che fate, salvati soltanto da un'arrogante, supponente, ignoranza, ormai tanto di moda.

No, non vengo, lasciatemi qui, non vi ascolto, non più. Le vostre labbra continuano a muoversi, ma la vostra bocca non emette più alcun suono. Se non fosse per la fronte aggrottata sembrereste tanti pesci che cercano di respirare. Invece no, siete soltanto le maschere di una politica che non ha più ritegno, che si è lordata addosso e che continua a camminare nelle proprie feci. Inconsapevoli anche di questo.

No, di politica preferisco non parlare, non oggi, che ho troppo senso del reale.
eye
politica interna
EXIT POLLO
14 aprile 2008
Sto a chiappe strette mentre assisto alla Caporetto delle Politiche... un panorama più disastroso di ogni previsione: cinque anni di Berlusconi assolutamente meritati dagli italioti.
Ecco in dieci punti il programma di Berlusconi.
1) Togliere i fondi alla scuola pubblica, se sei figlio di papà studi, altrimenti vai a zappare la terra.
2) Creare campi di concentramento per giudici e magistrati, da sottoporre a terapie psichiatriche.
3) Depenalizzazione del reato di truffa aggravata.
4) Riduzione delle tasse ai ricchi e conseguente taglio alla spesa sociale.
5) Creazione di un milione di posti di lavoro con i nuovi contratti qua qua qua.
6) Modifica delle parti sostanziali della Costituzione.
7) Correzione dei libri di storia, i partigiani furono dei terroristi.
8) Passaggio dei poteri del Presidente della Repubblica al Presidente del Consiglio, tranne quelli relativi all'inaugurazione di navi e opere pubbliche di secondaria importanza.
9) Inserimento delle tre i nella scuola pubblica: intoculu intoculu intoculu. Introduzione dell'ora di tamarragine civica.
10) In omaggio alla nuova forza della Lega, trasformazione dell'Italia in una Repubblica Federale con economie autonome e passaporti per il passaggio da una Repubblica all'altra.
Cinque anni passano in fretta, sempre che poi resti qualcosa.
Aspettiamo (e speriamo) per i risultati delle amministrative.
Intanto assistiamo alla mano tesa di Berlusconi a Veltroni, l'intesa era questa: chiunque avrebbe vinto avrebbe garantito all'altro la governabilità del Paese. E nel male e nel male è quanto avverrà... per cinque lunghissimi anni!
eye
ECONOMIA
BARILE A BOOMERANG
24 marzo 2008

E' arrivato a quota 4000, il numero dei soli soldati americani morti in Iraq dal marzo 2003 ad oggi (sono passati cinque anni dall'invasione da parte degli Usa). Adolph Bush ha commentato tale dato dicendo che gli Usa stanno comunque vincendo la partita. Anzi, pur riconoscendo "gli elevati costi in termini di vite umane" delle operazioni in Iraq, ha osservato con soddisfazione che il bilancio - con una media di 800 morti l'anno - rimane decisamente più basso rispetto ai conflitti precedenti.
Sono morti invisibili, lontani da ogni onore, sono la coscienza sporca degli americani, le loro salme vengono rimpatriate con grande discezione, sino a poco tempo fa era anche proibito fotografarle, mentre tornavano avvolte nella bandiera a stelle e strisce.
Poi ci sono altri esseri umani morti in quella guerra maledetta, sono le vittime civili irachene, morti dimenticati, dato che nessuno ne tiene il conto. Le stime oscillano tra 82mila e oltre un milione di vittime.

Una guerra fatta per il petrolio, una guerra non vinta, una guerra che in sostanza non è servita a nulla, dato l'andamento del prezzo al barile ed i fattori contingenti dell'economia mondiale. Se il fine era quello di risollevare l'economia americana, che già cinque anni fa risultava sofferente, la mission non è stata raggiunta.

Troppe sono le questioni coagenti, prima tra tutte l'effetto boomerang della globalizzazione.
Vi ricordate come iniziò tutto? Sull'onda del liberismo americano le multinazionali ed i loro dipendenti politici pensarono che ponendo delle regole al commercio mondiale si sarebbe potuto ottenere un congruo beneficio. Dicevano che la cosa avrebbe giovato anche ai paesi del terzo mondo e a quelli emergenti. In realtà si trattava di fare cartello sui prezzi di acquisto di materie prime, prelavorati e lavorati ed in conseguenza sull'incidenza del costo della mano d'opera. Così facendo i paesi poveri sarebbero restati poveri e quelli ricchi si sarebbero arricchiti sempre di più.
Ma questa filosofia, appunto in una lettura globale dell'economia, non è piaciuta a tutti. Non è piaciuta ai No-global, ad Amnesty International, e soprattutto non è piaciuta ai paesi produttori di materie prime, che si sono subito resi conto di quanto la loro economia venisse penalizzata da questo nuovo ordine mondiale imposto unilateralmente.

Mao Zedong, consapevole dell'immenso potere numerico del suo popolo, diceva che se avesse ordinato a tutti i cinesi di battere i piedi in terra, il mondo sarebbe tremato. In effetti, rispetto ad una popolazione mondiale costituita da circa 6 mld di persone, la Cina, con 2 mld di persone, rappresenta da sola 1/3 della specie umana. Se poi aggiungiamo la vicina India, con 1,130 mld di persone, possiamo dire che i due Paesi rappresentano più della metà della popolazione mondiale.
Soppesiamo bene questo dato e pensiamo in che misura gli indirizzi economici di questi due Paesi possano influenzare l'andamento dell'economia globale.

Così avvenne qualcosa di imprevisto. I vertici della Cina si sentirono di dover dare una risposta alle regimentazioni imposte dalle multinazionali promotrici della globalizzazione. Avrebbero potuto scegliere le armi convenzionali, ma sarebbe stato un inutile dispendio di energie che avrebbe comunque danneggiato la loro economia. Così decisero di rispondere al fuoco con le stesse armi, quelle del capitalismo. Avvenne qualcosa di imprevedibile: la Cina, roccaforte storica del comunismo, decise di aprirsi al consumismo. Una contraddizione ideologica funzionale, che gli avrebbe permesso di invadere il resto del pianeta con la propria produzione, divenendo in brevissimo tempo l'unica, o quasi, fabbrica del mondo.

Già in passato scrissi sull'ipocrisia dei Paesi ricchi rispetto alla povertà della maggior parte del mondo. In pochi consumavamo la maggior parte delle risorse disponibili ed inquinavamo anche per conto di chi non aveva i soldi per farlo. Sarebbero bastati i soldi spesi per una delle tante guerre per togliere dalla fame tutti i Paesi che vivevano nell'indigenza, ma a che scopo? Meglio farli vivere nella loro condizione, smerciandogli aiuti, prestiti capestro, farmaci scaduti e rifiuti tossici (che ora non sappiamo più a chi propinare). Questa era la condizione del mondo, non c'èra un interesse per volerla cambiare e al contempo non poteva durare per sempre. Ogni morto di fame, di guerra e di disperazione era un costo compreso nel prodotto in vendita nei supermercati. Comprandolo, si diveniva, in modo più o meno consapevole, corresponsabili di quelle morti, poi si lasciavano dei soldi per i bambini delle missioni e la coscienza tornava pulita.

Ecco quindi ciò che i giornali non dicono, le ragioni vere della caduta del dollaro americano e dell'ascesa del prezzo del barile.
Il petrolio non è una risorsa infinita, vent'anni fa si diceva che sarebbe finito da lì a poco, poi si accorsero che non era così, che diventava solo un po' più impegnativo estrarlo. Ma da allora i consumi sono aumentati vertiginosamente.
Per motivi ignoti non viene imposto l'uso di energie alternative, e non parlo certo del nucleare, che i giornali stanno propinandoci come la soluzione "sicura" da ogni male.
Insomma, per farla breve, ora che Cina e India si sono messe in moto, la domanda è aumentata, la disponibilità diminuita vertiginosamente, ed alcuni ritengono che entro vent'anni si resti senza un goccio di petrolio.

Gli Usa, zitti zitti, già stanno usando soltanto petrolio di importazione, cercando di usare le proprie produzioni per impinguare le scorte in vista dei tempi bui. Se da un canto questo è un atteggiamento prudente, dall'altro è una scelta che si fa sentire sul dollaro americano, in un momento già difficile per altri aspetti.
Il principio del consumismo è basato sulla crescita costante, se il consumo langue, l'economia ristagna ed il sistema entra in sofferenza. Attualmente i mercati in espansione sono quelli orientali; l'america langue per mancanza di competitività anche nel settore dell'alta tecnologia, dove l'India fa lezione, per la mancata vigilanza sulle banche, per le guerre non vinte (fare le guerre costa e se non le vinci il ritorno è limitato), per l'effetto boomerang della globalizzazione, per la conseguente carenza di oro nero.

E l'Europa? Per ora è l'ago della bilancia, l'avamposto della resistenza del vecchio mondo, l'anello di congiunzione, anche geografico, tra occidente e oriente. Al solito i venti americani giungeranno anche qui, stavolta venti di recessione. Sta all'Europa riuscire a trovare una soluzione innovativa al problema, svincolandosi dagli Usa e dalle sue direttive superiori, adottando una svolta che definirei filosofica nel modo di concepire il ruolo europeo nella politica economica mondiale.
Prima della conservazione dei privilegi di casta, bisognerà pensare alla salvezza dell'ambiente, creando un modello esportabile sia ad oriente che ad occidente. Sarà necessario invertire l'attuale tendenza, investendo in ricerca, esportando tecnologie ambientali totalmente innovative. E affinchè tale indirizzo abbia un senso, il tutto dovrà avvenire con grande rapidità.

Questo è l'indirizzo che dovrà necessariamente prendere la politica europea, e quindi anche quella italiana.
Buon lavoro a tutti.

eye

politica estera
PASQUA
23 marzo 2008
Una pace possente, il cui vento ristoratore sappia arrivare sino ai più remoti confini della terra.
Una pace dove non ci siano religioni fatte per dividere, dove ci sia posto solo per un dio di pace.

eye
politica estera
L'ULTIMA RISORSA.
21 luglio 2007

Abba Eban: "La storia ci insegna che uomini e nazioni si comportano con saggezza solo dopo aver esaurito tutte le altre alternative."

politica estera
ASSOLTA RADIO VATICANA
7 giugno 2007
Papa Ratzinger, Bono e Bob Geldof hanno fatto presente alla banda del G8 che le passate promesse di un impegno a favore dei Paesi più poveri non è stata onorata e chiedono di mostrare un impegno più credibile, in particolare nei confronti di alcuni Paesi africani.
L'unica a mostrare un qualche reale interesse sull'argomento è Angela Merkel (per imparare a vivere è importante aver perso una guerra), ma si arriverà comunque ad un nulla di fatto, così come sulla questione ambientale, dove il "buon" Bush ha imparato dal suo amico Benilvio a
dire e contraddirsi con disinvoltura. Ma questo è un altro film.

Torniamo a noi. Papa Ratzinger fa questa potente dichiarazione, questa richiesta umanitaria, esattamente il giorno dopo che sui giornali è comparsa, piccolina, quasi invisibile, un'altra notizia a cui nessuno (quasi nessuno) ha fatto caso: una sentenza che assolve il Vaticano da un'accusa estremamente grave.

Radio Vaticana per diffondersi in modo capillare si serve di una vasta rete di potenti trasmittitori. L'emittente occupa una superficie di circa 425 ettari di territorio all'interno del Comune di Roma, cui è stato concesso il privilegio della extraterritorialità con l'Accordo sottoscritto dallo Stato Italiano e dal Vaticano l'8 ottobre 1951, ratificato con Legge n. 680 del 13 giugno 1952 .

Il Comitato "Bambini senza Onde" di Cesano è nato dalla presa di coscienza di alcuni cittadini relativamente ai rischi collegati all'esposizione a forti campi elettromagnetici, e dall'osservazione
dell'elevata incidenza di malattie tumorali registrate nelle zone colpite dalle emissioni della Radio Vaticana.

La situazione riguarda Roma Nord, ma anche le zone limitrofe di Cesano, Olgiata, La Cerquetta, La Storta, S.Maria di Galeria, Osteria Nuova ed i comuni di Anguillara, Campagnano e Formello al centro delle quali sorgono gli impianti radiotrasmittenti di Radio Vaticana.

L'impianto è oggi costituito da circa 58 tralicci, alti più di 100 metri con antenne filari fisse e diverse postazioni di antenne filari rotanti. Tali sorgenti di emissione di radio-frequenze, distanti fra
loro e con direzioni ed emissioni variabili, irradiano trasmissioni ad elevatissima potenza per poter raggiungere ogni angolo della terra, senza l'ausilio di ponti-radio, ma sfruttando il rimbalzo della
ionosfera.

Le emissioni della Radio Vaticana sono caratterizzate da copertura circolare con caratteristiche fortemente direzionali (elevati guadagni d'antenna) e utilizzano potenze di trasmissione dell'ordine di centinaia di migliaia di watt, sia in onde medie che in onde corte,
che determinano essenzialmente l'elevato fondo elettromagnetico delle zone intorno agli impianti.

"Il Grande centro trasmittente di Santa Maria di Galeria dispone, per le trasmissioni ad Onde Corte, di due trasmettitori Telefunken da 500 Kw, di due trasmettitori Asea Brown Boveri da 200/500 Kw ad alto rendimento capaci di trasmettere a banda laterale unica, collegabili
tramite matrice coassiale a due antenne rotanti alte rispettivamente 76 e 106 metri del diametro di 85 e 87 metri, di cinque trasmettitori da 100 Kw, di 28 antenne fisse e di un'antenna logaritmica rotante.
Per le Onde medie vi è un trasmettitore Brown Boveri da 600 Kw collegato ad un'antenna direttiva Telefunken, costituita da quattro torri alte 94 metri distanti tra loro 70 metri".

Il fondo elettromagnetico dei territori adiacenti l'impianto trasmittente è elevatissimo. Ciò è stato accertato da una campagna di rilevazioni, effettuata dagli organismi competenti tra aprile e
ottobre del 1999: nelle zone circostanti l'impianto di Radio Vaticana si è riscontrato il superamento del limite di 6 V/m previsto dall'art.4, D.M. 381/1998  "Misure di cautela ed obiettivi di qualità".
L'articolo 4 dispone che tale valore non vada superato nei luoghi dove si permane per più di 4 ore (abitazioni, uffici, scuole, luoghi di lavoro).

Le trasmissioni della Radio Vaticana provocano inoltre interferenze su alcuni apparecchi domestici quali citofoni e telefoni. Interferenze elettromagnetiche vengono anche costantemente rilevate su protesi acustiche, cancelli automatici, strumentazioni elettroniche delle autovetture e, in corrispondenza di Cesano, sulla strumentazione elettronica dei treni che percorrono la ferrovia adiacente gli impianti di Radio Vaticana.

SANITA'
Dal punto di vista sanitario la situazione è preoccupante. L'allarme sanitario fu lanciato circa quindici anni fa dall'allora medico di zona che aveva riscontrato in tutto il territorio interessato dalle
emissioni di Radio Vaticana un aumento inspiegabile di decessi causati da malattie neoplastiche. La percentuale di morti per tumori era di gran lunga superiore a quella del resto del Lazio e di tutta Italia.

La prima indagine epidemiologica, messa a punto dall'Osservatorio Epidemiologico della Regione Lazio, sui casi di mortalità per leucemia nella popolazione adulta osservati nel periodo 1987-1995, seppure nella sua incompletezza, rileva che: "…nei maschi la mortalità per leucemia nell'area entro i 3 Km. risulta significativamente maggiore dell'atteso. … E' stato riscontrato un eccesso di mortalità per leucemia nella popolazione adulta residente fino a 4 Km. dagli impianti; tale eccesso è stato riscontrato sia nell'analisi geografica che nello studio caso-controllo".

Nei primi giorni di marzo 2001 sono stati resi noti i risultati di una nuova indagine epidemiologica, svolta dall'Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio, che prende in esame anche la popolazione residente da 0 a 14 anni per il periodo 1987-1999. In tale indagine sono stati confrontati i dati di leucemia infantile registrati a Roma, con quelli diagnosticati nelle zone a ridosso dell'emittente. A Cesano il rischio di contrarre la leucemia è notevolmente più alto rispetto a Roma.

Tale studio ha esteso l'analisi della mortalità di cui alla precedente indagine epidemiologica anche agli anni 1996-1998 ed ha analizzato l'incidenza della leucemia infantile fra i residenti nella classe di età 0-14 anni per il periodo 1987-1999.

Per quanto riguarda le leucemie infantili (età: 0-14 anni; periodo di osservazione: 1987-1998), l'analisi dell'andamento del rischio in funzione della distanza di Radio Vaticana "evidenzia una significativa diminuzione del rischio all'aumentare della distanza dalla stazione radio: il rischio passa da 6.06 entro i 2 Km, a 3.32 nell'area a 2-4 Km, a 1.88 nell'area a 4-6 Km, mentre non si osservano casi tra 6 e 10 Km. L'eccesso osservato risulta pari a circa tre volte l'incidenza di
casi attesi entro 0-4 Km della stazione radio, e più alto dell'atteso fino a 6 Km di distanza".

"In sintesi, l'indagine effettuata evidenzia un eccesso di mortalità per leucemia tra gli uomini adulti ed un eccesso di leucemie infantili fino ad una distanza di circa 6 Km dalla stazione radio. … Pur non potendo inferire un nesso eziologico tra emissione di radiofrequenze della stazione di Radio Vaticana e rischio di leucemia infantile, lo studio documenta un eccesso di incidenza di leucemia ed un decremento del rischio a distanza crescente dagli impianti di Radio Vaticana".

ATTENZIONE
Secondo le ultime statistiche dell'Istituto Superiore di Sanità sulle cause di mortalità in Italia nel 1994, in tutto il Lazio, su 759.506 bambini di età compresa fra 0 e 14 anni, si sono registrati 24 decessi causati da leucemia (un caso ogni 31.646 bambini). Nel corso dell'anno 2000, nella zona di Cesano e Olgiata, su una popolazione infantile (0-14 anni) di circa 6000 individui, è stato registrato il decesso per leucemia di due bambini (un caso su circa 3.000 bambini). Questi dati
non hanno bisogno di commenti.

E' utile ricordare quanto espresso dal dr. Roberto Bertollini, Capo della Divisione Europa dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e responsabile del Centro Ambiente e Salute dell'O.M.S., nel corso di una intervista rilasciata al Corriere della Sera il 19 marzo 2001:
"Nel caso di Radio Vaticana siamo di fronte ad una situazione estrema. (…) Ci sono ripetitori che generano radiofrequenze molto elevate, un sistema unico che non ha riscontri e che è in grado di trasmettere in tutto il mondo. Questi ripetitori sono vicini ad una comunità piccola.
Poi c'è uno studio epidemiologico molto ben fatto.  (…) In quello studio, che è uno dei primi studi al mondo sul problema, si evidenzia un numero elevato di leucemie nei pressi della antenne.  (…) Ci sono elementi sufficienti per dire che il problema va preso in considerazione con serietà".

Sulla situazione della popolazione residente intorno a Radio Vaticana, nel corso degli ultimi anni, sono state presentate molteplici interrogazioni parlamentari.

INIZIATIVE GIUDIZIARIE
Il Presidio Multizonale di Prevenzione della Azienda Sanitaria Locale (A.S.L.) ad agosto del 1999, ha inviato alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Roma una informativa a causa del superamento del limite di esposizione di 6 V/m, previsto dal co. 2, art. 4 "Misure di cautela ed obiettivi di qualità", del D.M. 381/1998: "…in corrispondenza di edifici adibiti a permanenze non inferiori a 4 ore non devono essere superati i seguenti valori: 6 V/m …". A seguito della denuncia della ASL ed agli esposti dei cittadini, i primi di settembre del 1999 è stata aperta un'inchiesta dalla Procura della Repubblica di Roma che, a febbraio 2000 ha portato il procuratore Amendola ad aprire un procedimento penale nei confronti di tre dirigenti di Radio Vaticana, accusati di "Getto pericoloso di cose" ai sensi dell'art. 674 del Codice Penale.

Il Vaticano ha sempre eccepito il difetto di giurisdizione avanzando richiesta di archiviazione ai sensi dell'art. 11 del Trattato del Laterano, sottoscritto l'11 gennaio 1929. I tre indagati avevano chiesto che la notifica relativa al procedimento penale per Radio Vaticana avvenisse per via diplomatica. Ad ottobre 2000 la Segreteria di Stato Vaticana ha informato di non avere consegnato la notifica ai 3 indagati, adducendo sempre il difetto di giurisdizione. Numerosi
cittadini ed associazioni hanno avviato le procedure per la costituzione di parte civile; anche il Ministro dell'Ambiente ha annunciato la costituzione di parte civile del proprio Ministero.

L'IMPUTAZIONE
Il 26 marzo 2001 la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo di indagine contro ignoti in cui ipotizza il reato di omicidio colposo per il presunto inquinamento elettromagnetico di
Radio Vaticana; tale fascicolo è stato aperto a seguito della denuncia di un Comitato di cittadini che ha chiesto di verificare se le morti per leucemia e per cancro avvenute nelle zone adiacenti l'emittente vaticana siano riconducibili alla potenza dei ripetitori.

INIZIATIVE DIPLOMATICHE
A seguito di contatti fra il Ministero degli Esteri e la Santa Sede, nel novembre 1999 il Vaticano ha informato di essere disponibile ad adeguare gradualmente il sistema trasmittente di Santa Maria di
Galeria per minimizzare l'esposizione della popolazione. Il 28 settembre 2000 è stato aperto un tavolo di trattative diplomatiche fra Stato Italiano e Santa Sede.

Il Vaticano ha dichiarato alla stampa di avere dal 1° febbraio 2001 già abbassato notevolmente la potenza di uno dei trasmettitori più potenti (metodo che ben conosciamo).Tuttavia i valori di campo
magnetico sono risultati superiori fino a tre volte al limite di cautela per la salute, fissato dalla legge italiana in 6 V/m. Ciò è stato infatti accertato anche dalla nuova campagna di monitoraggio
avviata dal Ministro dell'Ambiente il quale, nel corso di una conferenza stampa e dinanzi alla popolazione di Cesano, ha annunciato concrete iniziative per la salvaguardia della salute pubblica. Ha avviato una capillare campagna di monitoraggio delle emissioni
elettromagnetiche per un periodo di 15 giorni, alla scadenza dei quali (31 marzo 2001), nel caso di accertato superamento dei limiti fissati dalla legge italiana (6 V/m) emetterà un'ordinanza, ingiungendo all'ENEL (l'Ente fornitore di energia elettrica) di sospendere l'erogazione di energia alla Radio Vaticana.

In occasione di svariate dichiarazioni rese alla stampa, il Vaticano ha contestato i limiti fissati dallo Stato italiano con il D.M. 381/1998, ritenendoli troppo bassi.

"Ogni fanciullo ha diritto alla salute; ogni fanciullo deve poter godere di un ambiente non inquinato, di un alloggio salubre e di un'alimentazione sana".

Report, l'unica trasmissione seria di giornalismo televisivo, fece un servizio sull'argomento, con drammatiche interviste alle famiglie colpite con morti e malattie (19 morti di leucemia) dalla prolungata esposizione alle emissioni di Radio Vaticana. Un servizio ben documentato che non lasciava adito a dubbi sui danni, sulle responsabilità e sulle colpevolezze.

Il processo che seguì vide la condanna dei responsabili di Radio Vaticana con l'imposizione di ridurre le emissioni entro i termini di legge. La prescrizione non è mai stata rispettata ed il Vaticano fece ricorso. Intanto si continua a morire.

http://www.italialternativa.org/content/view/1819/27/
http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&id_articolo=4892

CONCLUSIONE (?)
La Repubblica del 05 Giugno 2007: trafiletto invisibile a pagina 31 (mortacci dei giornalisti e di chi gli dà da mangiare sottobanco).

Elettrosmog, assolti ex vertici Radio Vaticana. A due anni da quella che fu ritenuta una sentenza storica, la corte di appello di Roma ribalta tutta la questione legata al presunto inquinamento elettromagnetico provocato da Radio Vaticana a Cesano e nelle zone limitrofe: padre Pasquale Borgomeo, già direttore generale dell'emittente, ed il cardinale Roberto Tucci, ex presidente del
comitato di gestione, sono stati assolti dall'accusa di getto periocoloso di cose, perchè il fatto contestato non è previsto dalla legge. In primo grado, il 9 maggio 2005, i due imputati erano stati
condannati a dieci giorni di arresto. In quella stessa sede era stato assolto Costantino Pacifici, uno dei responsabili tecnici dell'emittente. La sentenza di oggi recepisce, in sostanza, le
argomentazioni dei difensori degli imputati, i quali avevano sostenuto che il reato di getto pericoloso di cose non configura il cosiddetto inquinamento elettromagnetico.

CONCLUSIONE
Una questione di immagine, il Vaticano non può permettersi di perdere una sentenza del genere (Pacciani santo subito), non può permettersi di rinunciare al proprio campo d'azione mediatico, né di affrontare una spesa enorme per "convertire" i propri impianti tecnologici in impianti sicuri.
E quindi, dato che la legge italiana, nel proprio prolifico caos non contempla un capo di imputazione perfettamente calzante, quella smagliatura giuridica gioca alla perfezione, togliendo d'impaccio le parti ed evitando un incidente diplomatico.
I tumori nella zona colpita sono del 1000% maggiori rispetto alla norma? (questa è la misura).

SECONDA CONCLUSIONE
Una grande holding camminerebbe sui cadaveri della gente per i propri interessi, dal Vaticano, non so perché, ci si aspetterebbe un atteggiamento lievemente diverso. Non c'è stata un'assoluzione perchè il fatto non sussiste, ma solo perchè il capo d'imputazione non è
pertinete. Dal punto di vista morale la Chiesa non è esentata dal guardarsi allo specchio e dal prendersi, PUBBLICAMENTE, le proprie responsabilità. E soprattutto non è esentata dal prendere urgenti provvedimenti per la soluzione del problema.
Non morire di cancro è più importante che farsi le pippe ascoldando Radio Vaticana. O no?

eye
letteratura
NULLA DI NUOVO
2 giugno 2007
La religione del mio tempo.

Tutto mi da dolore: questa gente
che segue supina ogni richiamo
da cui i suoi padroni la vogliono chiamata,
adottando, sbandata, le più infami
abitudini da vittima predestinata;
il grigio dei suoi vestiti per le grigie strade;
i suoi grigi gesti in cui sembra stampata
l'omertà del male che l'invade.

Pier Paolo Pasolini


Archivio storico di deputazione italiana di storia patria.1842

"Mi ricordo benissimo che un giorno mi parò del matrimonio dei
sacerdoti, affermando che se i preti avessero moglie, si potrebbero
evitare molti inconvenienti che si ripetono di continuo".

Leo S. Olschki


Di Società storica lombarda 1948

"Con argomenti anche più validi l'alto clero milanese difendeva il
matrimonio dei
sacerdoti, appellandosi all'autorità del Vangelo e a S. Paolo."


Capolavori

La Chiesa ha condannato i preti pedofili. (...)
"E' un grosso scandalo, ma non credo che i cattolici perderanno la
fede per questo. Se l'appoggio al fascismo, alla DC e a Forza Italia
non ci sono riusciti, non mi preoccupo"

Daniele Luttazzi



permalink | inviato da il 2/6/2007 alle 22:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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