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ECONOMIA
BARILE A BOOMERANG
24 marzo 2008

E' arrivato a quota 4000, il numero dei soli soldati americani morti in Iraq dal marzo 2003 ad oggi (sono passati cinque anni dall'invasione da parte degli Usa). Adolph Bush ha commentato tale dato dicendo che gli Usa stanno comunque vincendo la partita. Anzi, pur riconoscendo "gli elevati costi in termini di vite umane" delle operazioni in Iraq, ha osservato con soddisfazione che il bilancio - con una media di 800 morti l'anno - rimane decisamente più basso rispetto ai conflitti precedenti.
Sono morti invisibili, lontani da ogni onore, sono la coscienza sporca degli americani, le loro salme vengono rimpatriate con grande discezione, sino a poco tempo fa era anche proibito fotografarle, mentre tornavano avvolte nella bandiera a stelle e strisce.
Poi ci sono altri esseri umani morti in quella guerra maledetta, sono le vittime civili irachene, morti dimenticati, dato che nessuno ne tiene il conto. Le stime oscillano tra 82mila e oltre un milione di vittime.

Una guerra fatta per il petrolio, una guerra non vinta, una guerra che in sostanza non è servita a nulla, dato l'andamento del prezzo al barile ed i fattori contingenti dell'economia mondiale. Se il fine era quello di risollevare l'economia americana, che già cinque anni fa risultava sofferente, la mission non è stata raggiunta.

Troppe sono le questioni coagenti, prima tra tutte l'effetto boomerang della globalizzazione.
Vi ricordate come iniziò tutto? Sull'onda del liberismo americano le multinazionali ed i loro dipendenti politici pensarono che ponendo delle regole al commercio mondiale si sarebbe potuto ottenere un congruo beneficio. Dicevano che la cosa avrebbe giovato anche ai paesi del terzo mondo e a quelli emergenti. In realtà si trattava di fare cartello sui prezzi di acquisto di materie prime, prelavorati e lavorati ed in conseguenza sull'incidenza del costo della mano d'opera. Così facendo i paesi poveri sarebbero restati poveri e quelli ricchi si sarebbero arricchiti sempre di più.
Ma questa filosofia, appunto in una lettura globale dell'economia, non è piaciuta a tutti. Non è piaciuta ai No-global, ad Amnesty International, e soprattutto non è piaciuta ai paesi produttori di materie prime, che si sono subito resi conto di quanto la loro economia venisse penalizzata da questo nuovo ordine mondiale imposto unilateralmente.

Mao Zedong, consapevole dell'immenso potere numerico del suo popolo, diceva che se avesse ordinato a tutti i cinesi di battere i piedi in terra, il mondo sarebbe tremato. In effetti, rispetto ad una popolazione mondiale costituita da circa 6 mld di persone, la Cina, con 2 mld di persone, rappresenta da sola 1/3 della specie umana. Se poi aggiungiamo la vicina India, con 1,130 mld di persone, possiamo dire che i due Paesi rappresentano più della metà della popolazione mondiale.
Soppesiamo bene questo dato e pensiamo in che misura gli indirizzi economici di questi due Paesi possano influenzare l'andamento dell'economia globale.

Così avvenne qualcosa di imprevisto. I vertici della Cina si sentirono di dover dare una risposta alle regimentazioni imposte dalle multinazionali promotrici della globalizzazione. Avrebbero potuto scegliere le armi convenzionali, ma sarebbe stato un inutile dispendio di energie che avrebbe comunque danneggiato la loro economia. Così decisero di rispondere al fuoco con le stesse armi, quelle del capitalismo. Avvenne qualcosa di imprevedibile: la Cina, roccaforte storica del comunismo, decise di aprirsi al consumismo. Una contraddizione ideologica funzionale, che gli avrebbe permesso di invadere il resto del pianeta con la propria produzione, divenendo in brevissimo tempo l'unica, o quasi, fabbrica del mondo.

Già in passato scrissi sull'ipocrisia dei Paesi ricchi rispetto alla povertà della maggior parte del mondo. In pochi consumavamo la maggior parte delle risorse disponibili ed inquinavamo anche per conto di chi non aveva i soldi per farlo. Sarebbero bastati i soldi spesi per una delle tante guerre per togliere dalla fame tutti i Paesi che vivevano nell'indigenza, ma a che scopo? Meglio farli vivere nella loro condizione, smerciandogli aiuti, prestiti capestro, farmaci scaduti e rifiuti tossici (che ora non sappiamo più a chi propinare). Questa era la condizione del mondo, non c'èra un interesse per volerla cambiare e al contempo non poteva durare per sempre. Ogni morto di fame, di guerra e di disperazione era un costo compreso nel prodotto in vendita nei supermercati. Comprandolo, si diveniva, in modo più o meno consapevole, corresponsabili di quelle morti, poi si lasciavano dei soldi per i bambini delle missioni e la coscienza tornava pulita.

Ecco quindi ciò che i giornali non dicono, le ragioni vere della caduta del dollaro americano e dell'ascesa del prezzo del barile.
Il petrolio non è una risorsa infinita, vent'anni fa si diceva che sarebbe finito da lì a poco, poi si accorsero che non era così, che diventava solo un po' più impegnativo estrarlo. Ma da allora i consumi sono aumentati vertiginosamente.
Per motivi ignoti non viene imposto l'uso di energie alternative, e non parlo certo del nucleare, che i giornali stanno propinandoci come la soluzione "sicura" da ogni male.
Insomma, per farla breve, ora che Cina e India si sono messe in moto, la domanda è aumentata, la disponibilità diminuita vertiginosamente, ed alcuni ritengono che entro vent'anni si resti senza un goccio di petrolio.

Gli Usa, zitti zitti, già stanno usando soltanto petrolio di importazione, cercando di usare le proprie produzioni per impinguare le scorte in vista dei tempi bui. Se da un canto questo è un atteggiamento prudente, dall'altro è una scelta che si fa sentire sul dollaro americano, in un momento già difficile per altri aspetti.
Il principio del consumismo è basato sulla crescita costante, se il consumo langue, l'economia ristagna ed il sistema entra in sofferenza. Attualmente i mercati in espansione sono quelli orientali; l'america langue per mancanza di competitività anche nel settore dell'alta tecnologia, dove l'India fa lezione, per la mancata vigilanza sulle banche, per le guerre non vinte (fare le guerre costa e se non le vinci il ritorno è limitato), per l'effetto boomerang della globalizzazione, per la conseguente carenza di oro nero.

E l'Europa? Per ora è l'ago della bilancia, l'avamposto della resistenza del vecchio mondo, l'anello di congiunzione, anche geografico, tra occidente e oriente. Al solito i venti americani giungeranno anche qui, stavolta venti di recessione. Sta all'Europa riuscire a trovare una soluzione innovativa al problema, svincolandosi dagli Usa e dalle sue direttive superiori, adottando una svolta che definirei filosofica nel modo di concepire il ruolo europeo nella politica economica mondiale.
Prima della conservazione dei privilegi di casta, bisognerà pensare alla salvezza dell'ambiente, creando un modello esportabile sia ad oriente che ad occidente. Sarà necessario invertire l'attuale tendenza, investendo in ricerca, esportando tecnologie ambientali totalmente innovative. E affinchè tale indirizzo abbia un senso, il tutto dovrà avvenire con grande rapidità.

Questo è l'indirizzo che dovrà necessariamente prendere la politica europea, e quindi anche quella italiana.
Buon lavoro a tutti.

eye

politica estera
ASSOLTA RADIO VATICANA
7 giugno 2007
Papa Ratzinger, Bono e Bob Geldof hanno fatto presente alla banda del G8 che le passate promesse di un impegno a favore dei Paesi più poveri non è stata onorata e chiedono di mostrare un impegno più credibile, in particolare nei confronti di alcuni Paesi africani.
L'unica a mostrare un qualche reale interesse sull'argomento è Angela Merkel (per imparare a vivere è importante aver perso una guerra), ma si arriverà comunque ad un nulla di fatto, così come sulla questione ambientale, dove il "buon" Bush ha imparato dal suo amico Benilvio a
dire e contraddirsi con disinvoltura. Ma questo è un altro film.

Torniamo a noi. Papa Ratzinger fa questa potente dichiarazione, questa richiesta umanitaria, esattamente il giorno dopo che sui giornali è comparsa, piccolina, quasi invisibile, un'altra notizia a cui nessuno (quasi nessuno) ha fatto caso: una sentenza che assolve il Vaticano da un'accusa estremamente grave.

Radio Vaticana per diffondersi in modo capillare si serve di una vasta rete di potenti trasmittitori. L'emittente occupa una superficie di circa 425 ettari di territorio all'interno del Comune di Roma, cui è stato concesso il privilegio della extraterritorialità con l'Accordo sottoscritto dallo Stato Italiano e dal Vaticano l'8 ottobre 1951, ratificato con Legge n. 680 del 13 giugno 1952 .

Il Comitato "Bambini senza Onde" di Cesano è nato dalla presa di coscienza di alcuni cittadini relativamente ai rischi collegati all'esposizione a forti campi elettromagnetici, e dall'osservazione
dell'elevata incidenza di malattie tumorali registrate nelle zone colpite dalle emissioni della Radio Vaticana.

La situazione riguarda Roma Nord, ma anche le zone limitrofe di Cesano, Olgiata, La Cerquetta, La Storta, S.Maria di Galeria, Osteria Nuova ed i comuni di Anguillara, Campagnano e Formello al centro delle quali sorgono gli impianti radiotrasmittenti di Radio Vaticana.

L'impianto è oggi costituito da circa 58 tralicci, alti più di 100 metri con antenne filari fisse e diverse postazioni di antenne filari rotanti. Tali sorgenti di emissione di radio-frequenze, distanti fra
loro e con direzioni ed emissioni variabili, irradiano trasmissioni ad elevatissima potenza per poter raggiungere ogni angolo della terra, senza l'ausilio di ponti-radio, ma sfruttando il rimbalzo della
ionosfera.

Le emissioni della Radio Vaticana sono caratterizzate da copertura circolare con caratteristiche fortemente direzionali (elevati guadagni d'antenna) e utilizzano potenze di trasmissione dell'ordine di centinaia di migliaia di watt, sia in onde medie che in onde corte,
che determinano essenzialmente l'elevato fondo elettromagnetico delle zone intorno agli impianti.

"Il Grande centro trasmittente di Santa Maria di Galeria dispone, per le trasmissioni ad Onde Corte, di due trasmettitori Telefunken da 500 Kw, di due trasmettitori Asea Brown Boveri da 200/500 Kw ad alto rendimento capaci di trasmettere a banda laterale unica, collegabili
tramite matrice coassiale a due antenne rotanti alte rispettivamente 76 e 106 metri del diametro di 85 e 87 metri, di cinque trasmettitori da 100 Kw, di 28 antenne fisse e di un'antenna logaritmica rotante.
Per le Onde medie vi è un trasmettitore Brown Boveri da 600 Kw collegato ad un'antenna direttiva Telefunken, costituita da quattro torri alte 94 metri distanti tra loro 70 metri".

Il fondo elettromagnetico dei territori adiacenti l'impianto trasmittente è elevatissimo. Ciò è stato accertato da una campagna di rilevazioni, effettuata dagli organismi competenti tra aprile e
ottobre del 1999: nelle zone circostanti l'impianto di Radio Vaticana si è riscontrato il superamento del limite di 6 V/m previsto dall'art.4, D.M. 381/1998  "Misure di cautela ed obiettivi di qualità".
L'articolo 4 dispone che tale valore non vada superato nei luoghi dove si permane per più di 4 ore (abitazioni, uffici, scuole, luoghi di lavoro).

Le trasmissioni della Radio Vaticana provocano inoltre interferenze su alcuni apparecchi domestici quali citofoni e telefoni. Interferenze elettromagnetiche vengono anche costantemente rilevate su protesi acustiche, cancelli automatici, strumentazioni elettroniche delle autovetture e, in corrispondenza di Cesano, sulla strumentazione elettronica dei treni che percorrono la ferrovia adiacente gli impianti di Radio Vaticana.

SANITA'
Dal punto di vista sanitario la situazione è preoccupante. L'allarme sanitario fu lanciato circa quindici anni fa dall'allora medico di zona che aveva riscontrato in tutto il territorio interessato dalle
emissioni di Radio Vaticana un aumento inspiegabile di decessi causati da malattie neoplastiche. La percentuale di morti per tumori era di gran lunga superiore a quella del resto del Lazio e di tutta Italia.

La prima indagine epidemiologica, messa a punto dall'Osservatorio Epidemiologico della Regione Lazio, sui casi di mortalità per leucemia nella popolazione adulta osservati nel periodo 1987-1995, seppure nella sua incompletezza, rileva che: "…nei maschi la mortalità per leucemia nell'area entro i 3 Km. risulta significativamente maggiore dell'atteso. … E' stato riscontrato un eccesso di mortalità per leucemia nella popolazione adulta residente fino a 4 Km. dagli impianti; tale eccesso è stato riscontrato sia nell'analisi geografica che nello studio caso-controllo".

Nei primi giorni di marzo 2001 sono stati resi noti i risultati di una nuova indagine epidemiologica, svolta dall'Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio, che prende in esame anche la popolazione residente da 0 a 14 anni per il periodo 1987-1999. In tale indagine sono stati confrontati i dati di leucemia infantile registrati a Roma, con quelli diagnosticati nelle zone a ridosso dell'emittente. A Cesano il rischio di contrarre la leucemia è notevolmente più alto rispetto a Roma.

Tale studio ha esteso l'analisi della mortalità di cui alla precedente indagine epidemiologica anche agli anni 1996-1998 ed ha analizzato l'incidenza della leucemia infantile fra i residenti nella classe di età 0-14 anni per il periodo 1987-1999.

Per quanto riguarda le leucemie infantili (età: 0-14 anni; periodo di osservazione: 1987-1998), l'analisi dell'andamento del rischio in funzione della distanza di Radio Vaticana "evidenzia una significativa diminuzione del rischio all'aumentare della distanza dalla stazione radio: il rischio passa da 6.06 entro i 2 Km, a 3.32 nell'area a 2-4 Km, a 1.88 nell'area a 4-6 Km, mentre non si osservano casi tra 6 e 10 Km. L'eccesso osservato risulta pari a circa tre volte l'incidenza di
casi attesi entro 0-4 Km della stazione radio, e più alto dell'atteso fino a 6 Km di distanza".

"In sintesi, l'indagine effettuata evidenzia un eccesso di mortalità per leucemia tra gli uomini adulti ed un eccesso di leucemie infantili fino ad una distanza di circa 6 Km dalla stazione radio. … Pur non potendo inferire un nesso eziologico tra emissione di radiofrequenze della stazione di Radio Vaticana e rischio di leucemia infantile, lo studio documenta un eccesso di incidenza di leucemia ed un decremento del rischio a distanza crescente dagli impianti di Radio Vaticana".

ATTENZIONE
Secondo le ultime statistiche dell'Istituto Superiore di Sanità sulle cause di mortalità in Italia nel 1994, in tutto il Lazio, su 759.506 bambini di età compresa fra 0 e 14 anni, si sono registrati 24 decessi causati da leucemia (un caso ogni 31.646 bambini). Nel corso dell'anno 2000, nella zona di Cesano e Olgiata, su una popolazione infantile (0-14 anni) di circa 6000 individui, è stato registrato il decesso per leucemia di due bambini (un caso su circa 3.000 bambini). Questi dati
non hanno bisogno di commenti.

E' utile ricordare quanto espresso dal dr. Roberto Bertollini, Capo della Divisione Europa dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e responsabile del Centro Ambiente e Salute dell'O.M.S., nel corso di una intervista rilasciata al Corriere della Sera il 19 marzo 2001:
"Nel caso di Radio Vaticana siamo di fronte ad una situazione estrema. (…) Ci sono ripetitori che generano radiofrequenze molto elevate, un sistema unico che non ha riscontri e che è in grado di trasmettere in tutto il mondo. Questi ripetitori sono vicini ad una comunità piccola.
Poi c'è uno studio epidemiologico molto ben fatto.  (…) In quello studio, che è uno dei primi studi al mondo sul problema, si evidenzia un numero elevato di leucemie nei pressi della antenne.  (…) Ci sono elementi sufficienti per dire che il problema va preso in considerazione con serietà".

Sulla situazione della popolazione residente intorno a Radio Vaticana, nel corso degli ultimi anni, sono state presentate molteplici interrogazioni parlamentari.

INIZIATIVE GIUDIZIARIE
Il Presidio Multizonale di Prevenzione della Azienda Sanitaria Locale (A.S.L.) ad agosto del 1999, ha inviato alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Roma una informativa a causa del superamento del limite di esposizione di 6 V/m, previsto dal co. 2, art. 4 "Misure di cautela ed obiettivi di qualità", del D.M. 381/1998: "…in corrispondenza di edifici adibiti a permanenze non inferiori a 4 ore non devono essere superati i seguenti valori: 6 V/m …". A seguito della denuncia della ASL ed agli esposti dei cittadini, i primi di settembre del 1999 è stata aperta un'inchiesta dalla Procura della Repubblica di Roma che, a febbraio 2000 ha portato il procuratore Amendola ad aprire un procedimento penale nei confronti di tre dirigenti di Radio Vaticana, accusati di "Getto pericoloso di cose" ai sensi dell'art. 674 del Codice Penale.

Il Vaticano ha sempre eccepito il difetto di giurisdizione avanzando richiesta di archiviazione ai sensi dell'art. 11 del Trattato del Laterano, sottoscritto l'11 gennaio 1929. I tre indagati avevano chiesto che la notifica relativa al procedimento penale per Radio Vaticana avvenisse per via diplomatica. Ad ottobre 2000 la Segreteria di Stato Vaticana ha informato di non avere consegnato la notifica ai 3 indagati, adducendo sempre il difetto di giurisdizione. Numerosi
cittadini ed associazioni hanno avviato le procedure per la costituzione di parte civile; anche il Ministro dell'Ambiente ha annunciato la costituzione di parte civile del proprio Ministero.

L'IMPUTAZIONE
Il 26 marzo 2001 la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo di indagine contro ignoti in cui ipotizza il reato di omicidio colposo per il presunto inquinamento elettromagnetico di
Radio Vaticana; tale fascicolo è stato aperto a seguito della denuncia di un Comitato di cittadini che ha chiesto di verificare se le morti per leucemia e per cancro avvenute nelle zone adiacenti l'emittente vaticana siano riconducibili alla potenza dei ripetitori.

INIZIATIVE DIPLOMATICHE
A seguito di contatti fra il Ministero degli Esteri e la Santa Sede, nel novembre 1999 il Vaticano ha informato di essere disponibile ad adeguare gradualmente il sistema trasmittente di Santa Maria di
Galeria per minimizzare l'esposizione della popolazione. Il 28 settembre 2000 è stato aperto un tavolo di trattative diplomatiche fra Stato Italiano e Santa Sede.

Il Vaticano ha dichiarato alla stampa di avere dal 1° febbraio 2001 già abbassato notevolmente la potenza di uno dei trasmettitori più potenti (metodo che ben conosciamo).Tuttavia i valori di campo
magnetico sono risultati superiori fino a tre volte al limite di cautela per la salute, fissato dalla legge italiana in 6 V/m. Ciò è stato infatti accertato anche dalla nuova campagna di monitoraggio
avviata dal Ministro dell'Ambiente il quale, nel corso di una conferenza stampa e dinanzi alla popolazione di Cesano, ha annunciato concrete iniziative per la salvaguardia della salute pubblica. Ha avviato una capillare campagna di monitoraggio delle emissioni
elettromagnetiche per un periodo di 15 giorni, alla scadenza dei quali (31 marzo 2001), nel caso di accertato superamento dei limiti fissati dalla legge italiana (6 V/m) emetterà un'ordinanza, ingiungendo all'ENEL (l'Ente fornitore di energia elettrica) di sospendere l'erogazione di energia alla Radio Vaticana.

In occasione di svariate dichiarazioni rese alla stampa, il Vaticano ha contestato i limiti fissati dallo Stato italiano con il D.M. 381/1998, ritenendoli troppo bassi.

"Ogni fanciullo ha diritto alla salute; ogni fanciullo deve poter godere di un ambiente non inquinato, di un alloggio salubre e di un'alimentazione sana".

Report, l'unica trasmissione seria di giornalismo televisivo, fece un servizio sull'argomento, con drammatiche interviste alle famiglie colpite con morti e malattie (19 morti di leucemia) dalla prolungata esposizione alle emissioni di Radio Vaticana. Un servizio ben documentato che non lasciava adito a dubbi sui danni, sulle responsabilità e sulle colpevolezze.

Il processo che seguì vide la condanna dei responsabili di Radio Vaticana con l'imposizione di ridurre le emissioni entro i termini di legge. La prescrizione non è mai stata rispettata ed il Vaticano fece ricorso. Intanto si continua a morire.

http://www.italialternativa.org/content/view/1819/27/
http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&id_articolo=4892

CONCLUSIONE (?)
La Repubblica del 05 Giugno 2007: trafiletto invisibile a pagina 31 (mortacci dei giornalisti e di chi gli dà da mangiare sottobanco).

Elettrosmog, assolti ex vertici Radio Vaticana. A due anni da quella che fu ritenuta una sentenza storica, la corte di appello di Roma ribalta tutta la questione legata al presunto inquinamento elettromagnetico provocato da Radio Vaticana a Cesano e nelle zone limitrofe: padre Pasquale Borgomeo, già direttore generale dell'emittente, ed il cardinale Roberto Tucci, ex presidente del
comitato di gestione, sono stati assolti dall'accusa di getto periocoloso di cose, perchè il fatto contestato non è previsto dalla legge. In primo grado, il 9 maggio 2005, i due imputati erano stati
condannati a dieci giorni di arresto. In quella stessa sede era stato assolto Costantino Pacifici, uno dei responsabili tecnici dell'emittente. La sentenza di oggi recepisce, in sostanza, le
argomentazioni dei difensori degli imputati, i quali avevano sostenuto che il reato di getto pericoloso di cose non configura il cosiddetto inquinamento elettromagnetico.

CONCLUSIONE
Una questione di immagine, il Vaticano non può permettersi di perdere una sentenza del genere (Pacciani santo subito), non può permettersi di rinunciare al proprio campo d'azione mediatico, né di affrontare una spesa enorme per "convertire" i propri impianti tecnologici in impianti sicuri.
E quindi, dato che la legge italiana, nel proprio prolifico caos non contempla un capo di imputazione perfettamente calzante, quella smagliatura giuridica gioca alla perfezione, togliendo d'impaccio le parti ed evitando un incidente diplomatico.
I tumori nella zona colpita sono del 1000% maggiori rispetto alla norma? (questa è la misura).

SECONDA CONCLUSIONE
Una grande holding camminerebbe sui cadaveri della gente per i propri interessi, dal Vaticano, non so perché, ci si aspetterebbe un atteggiamento lievemente diverso. Non c'è stata un'assoluzione perchè il fatto non sussiste, ma solo perchè il capo d'imputazione non è
pertinete. Dal punto di vista morale la Chiesa non è esentata dal guardarsi allo specchio e dal prendersi, PUBBLICAMENTE, le proprie responsabilità. E soprattutto non è esentata dal prendere urgenti provvedimenti per la soluzione del problema.
Non morire di cancro è più importante che farsi le pippe ascoldando Radio Vaticana. O no?

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