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Attentato a Berlusconi

Uno squilibrato ha lanciato un gadget da turista in polvere di marmo sul viso di Berlusconi.

Come ho letto la notizia mi sono cadute le braccia, soltanto un matto avrebbe potuto fare una cosa simile, una persona completamente avulsa dalle dinamiche mediatiche che governano la politica mondiale, quella italiana in particolare.

1) La violenza non è mai la soluzione giusta ad un problema, al di là delle idee politiche e delle pur giustificate antipatie, il confronto deve sempre restare nei termini di un comportamento civile e democratico, e questo deve valere per entrambe gli schieramenti. Si può disprezzare il comportamento di una persona, ritenuto illegittimo, ma la sua dignità umana deve sempre essere rispettata.

2) Quel folle ha fatto a Berlusconi il più grande regalo che essere vivente potesse fargli, rendendolo martire lo ha definitivamente divinizzato. Se prima era l'unto del Signore, quando ora parlerà sarà direttamente il Signore sceso in terra. Ma non basta, se prima i lacciuoli di una dittatura soffice erano quasi impercettibili, ora ogni misura repressiva troverà la propria giustificazione.

3) Le notizie si sono susseguite con grande rapidità, lo scandalo di Berlusconi con le escort e la coca, quello di Marrazzo con i trans e la coca, quello di tutto il Parlamento e la coca, ed ora la notizia di questo attentato. Se vi fermate a pensare a poche settimane fa, vi sembra che siano passati degli anni, che i fatti di allora siano questioni remote, lontanissime. Questa superfetazione della memoria è un fenomeno comune, da noi più che altrove.

4) La notizia è un cavallo, ognuno la cavalca in modo più o meno spregiudicato, c'è chi parla del gesto di un folle, chi di un atto di terrorismo. Io ritengo che il rischio sia dato da un eccesso di visibilità, un po' come successe a Giovanni Paolo II per altre ragioni. Un personaggio politico in continua sovraesposizione, che accentra il potere su di se e quindi anche i termini di possibili contestazioni, è indubbiamente un soggetto a rischio.

5) La democrazia a rischio. No, non credo che i carrarmati marceranno su Roma, non a breve almeno, ma certo l'occasione è ghiotta per chi della democrazia ha un'idea tutta sua. E non mi riferisco a Berlusconi, ma al contorno di sostenitori che si è creato, pronti a legittimare un eventuale restringimento della libertà, su internet come nella vita reale. Resta il fatto che le istigazioni alla violenza non devono essere tollerate, compresi tanti siti neonazisti, xenofobi o leghisti.

Rivolgo al Presidente del Consiglio dei Ministri Berlusconi, gli auguri per una pronta guarigione, per poter tornare ad un civile confronto politico e sociale sui tanti temi che ci riguardano. Senza di lui l'Italia non sarebbe più la stessa, come disse un famoso comico, senza di lui non ci sarebbe più la satira ed i comici non avrebbero più lavoro. Lo voglio intero, sano e lucido, per quanto possibile, perché se dev'essere battuto, dev'essere battuto con lealtà, sul terreno della democrazia e nel rispetto della Costituazione, per la quale non mi stancherò mai di lottare. Lo voglio sconfitto, non vittima.

eye

Pubblicato il 15/12/2009 alle 18.17 nella rubrica Commentario urbano.

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